Dieci persone con disabilità visiva e dieci operatori imparano insieme il Taijiquan: un corso di 30 ore promosso da Ierfop, dove il movimento diventa strumento di consapevolezza, equilibrio e autonomia.
Cagliari. Prende il via il 3 novembre il corso di Taijiquan, conosciuto anche come Tai Chi, promosso da Ierfop nell’ambito del contributo previsto dalla Legge 23 settembre 1993, n. 379, in collaborazione con l’A.S.D.C. Accademia Culture Orientali. Il percorso dura complessivamente 30 ore e coinvolge 20 partecipanti: 10 persone con disabilità visiva e 10 operatori, in un’esperienza condivisa dedicata al movimento, alla consapevolezza di sé e al benessere. Le lezioni si svolgono al Palazzetto CONI C di Cagliari, in via degli Sport.
Che cos’è il Tai Chi e perché fa bene
Il Tai Chi è una disciplina tradizionale cinese che integra movimento lento, respirazione, concentrazione e meditazione. Non richiede forza né preparazione atletica: si pratica a ogni età, con gesti fluidi che allenano il corpo e la mente insieme. È uno dei motivi per cui la ricerca se ne occupa da tempo, in particolare per gli effetti su equilibrio, coordinazione e prevenzione delle cadute nelle persone più avanti con gli anni.
È anche una pratica in linea con quanto raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che indica nell’attività fisica regolare, con esercizi di equilibrio per gli anziani, uno dei fattori di salute più accessibili. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo sull’importanza dell’attività fisica regolare.
Il punto di vista di Ierfop: neuroplasticità e fiducia
«Il Tai Chi rappresenta una disciplina efficace dal punto di vista neuro-motorio, in grado di favorire l’equilibrio emotivo», sottolinea il Presidente di Ierfop, il medico Roberto Pili. «Attraverso il controllo della respirazione, la propriocezione e l’allineamento posturale, stimoliamo la neuroplasticità e il senso dell’equilibrio, riducendo lo stress e favorendo uno stato di benessere. Per le persone con disabilità visiva significa sviluppare una profonda consapevolezza corporea, acquisire una maggiore sicurezza nello spazio e rafforzare la fiducia nella propria autosufficienza.»
La propriocezione, cioè la percezione della posizione del proprio corpo nello spazio, è proprio la capacità che il Taijiquan allena con più attenzione. Per chi non vede, o vede poco, è una risorsa preziosa: il movimento diventa un modo per orientarsi, per sentirsi stabili e per muoversi con maggiore sicurezza nella vita di tutti i giorni.
Utenti e operatori insieme: un laboratorio di apprendimento
La scelta di far lavorare insieme utenti e operatori è il tratto più originale del progetto. «Trasforma il corso in un vero e proprio laboratorio d’apprendimento bilaterale», spiega Bachisio Zolo, direttore di Ierfop. «Da un lato accresciamo l’autonomia dei partecipanti con disabilità visiva, dall’altro forniamo agli operatori strumenti utili a perfezionare le tecniche di supporto.»
Il programma affronta i principi della disciplina, con particolare attenzione al rapporto tra corpo ed energia interna, alla riduzione dello stress e al miglioramento di equilibrio, coordinazione e flessibilità. Per le persone con disabilità visiva il percorso offre l’opportunità di esplorare il movimento sensoriale; per gli operatori è un momento formativo per sperimentare sul campo nuove strategie di affiancamento e strumenti funzionali all’autonomia quotidiana.
Chi guida il corso
A condurre le lezioni è il Gran Maestro Giancarlo Manca, conosciuto come You Li Tai, esperto nello studio e nell’insegnamento delle arti marziali cinesi e Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Kung Fu e Taijiquan (Tai Chi Chuan). Per il Gran Maestro è un’importante iniziativa di inclusione sociale che, attraverso la pratica del Taijiquan, mira a migliorare l’equilibrio, la coordinazione, la percezione corporea e l’autonomia delle persone non vedenti e ipovedenti, promuovendo il benessere psicofisico e rendendo le arti marziali accessibili a tutti.
Importante ruolo ha anche lANF e il Segretario Nazionale Mauro Piria ha dichiarato: «L’Associazione Nazionale Fisiatri (ANF) ha contribuito all’individuazione degli strumenti di valutazione clinico-funzionale del progetto di Tai Chi rivolto alle persone non vedenti e parteciperà alla valutazione degli esiti sotto il profilo fisiatrico, per verificarne i benefici e le potenzialità riabilitative».
Come saranno valutati i risultati
I progressi saranno misurati in quattro dimensioni principali: mobilità, coordinazione, fiducia nelle proprie capacità di autosufficienza e benessere generale. La valutazione sarà curata da esperti di Medicina Sociale, ANF e Psicologia Clinica.
Movimento, relazioni, autonomia
L’iniziativa si inserisce nel lavoro che Ierfop porta avanti sui temi dell’autonomia e dell’inclusione, come il progetto europeo DEAP su arte ed empowerment dei giovani con disabilità visiva, o la riflessione sulla Carta di Solfagnano. E tocca due dei pilastri della longevità attiva: il movimento e le relazioni, che approfondiamo in mangiare bene, muoversi, stare insieme. Perché la salute non è solo assenza di malattia: è la possibilità di muoversi, di fidarsi del proprio corpo e di non restare soli.
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