In Sicilia la tappa conclusiva di due anni di attività ed esperienze inclusive con IERFOP ETS capofila. I risultati del progetto, supportati dalle più recenti evidenze OMS, acquisiranno il valore di buone pratiche da proporre ufficialmente alle istituzioni europee.
PALERMO / CAPACI — La Sicilia è stata protagonista per tre giorni, dal 15 al 17 settembre, degli eventi conclusivi di DEAP (Nurturing Personal Development and Empowerment of Young People with Visual Impairment through Arts Education), progetto europeo promosso e guidato da IERFOP ETS in qualità di capofila. L’iniziativa, dedicata allo sviluppo personale, all’autonomia e alla partecipazione di giovani con disabilità visiva attraverso l’educazione artistica, ha unito per due anni organizzazioni e comunità provenienti da cinque Paesi: Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Cipro e Svezia.
Nei primi due giorni i partecipanti hanno preso parte a seminari, visite istituzionali e incontri operativi a Palermo. Il 17 settembre si è svolta a Capaci (PA) l’ultima giornata con un convegno transnazionale in cui sono intervenuti Roberto Pili ,presidente di IERFOP Piero Puccio, Sindaco di Capaci,Alessandro Melillo ,presidente di PRISM, e Rocco Di Lorenzo, Presidente ARIS, per i saluti istituzionali e l’apertura dei lavori.
Il programma europeo e i numeri del progetto
DEAP non si è limitato a organizzare laboratori, ma ha costruito un vero e proprio modello sistemico e trasferibile a livello europeo, basato su una sequenza strutturata: formare i formatori, sperimentare le attività con i giovani e trasformare l’esperienza maturata in strumenti metodologici permanenti.
I numeri complessivi del percorso transnazionale comprendono:
3 corsi internazionali di formazione realizzati in Italia, Repubblica Ceca e Polonia.
15 workshop locali nei cinque Paesi partner, rivolti a 100 giovani con disabilità visiva.
Un percorso di capacity building destinato a 125 youth worker, educatori e professionisti del settore.
Sviluppo di Open Educational Resources (OER) accessibili, che includono una piattaforma digitale, 5 moduli e-learning dedicati e un sistema di valutazione dell’impatto sociale e degli apprendimenti.
L’Arte come arteriabilitazione e capacitazione: Dalla logica del deficit alla competenza
L’esperienza di DEAP ha dimostrato sul campo come teatro, ceramica e contact dance non siano semplici attività ricreative o passatempi compensativi, ma veri e propri strumenti di arteterapia, arteriabilitazione e capacitazione. Per i giovani non vedenti e ipovedenti, l’uso combinato di questi tre linguaggi agisce direttamente sulla sfera neuro-sensoriale e psicologica, potenziando la propriocezione, l’autostima e la percezione di sé.
Una delle caratteristiche più significative del modello promosso da IERFOP è il passaggio da una logica del deficit a una logica della competenza. Nel laboratorio artistico il risultato non viene misurato sulla distanza da un modello di “normalità visiva”,ma piuttosto su forme di esperienza, competenza ed espressione rispetto alle personali modalità percettive.
Il Teatro (Capacitazione della persona sulla scena): Sul palcoscenico, la persona con disabilità visiva supera lo stereotipo dell’assistito per farsi soggetto narrante. L’espressione teatrale rafforza l’assertività, la gestione della voce e la sicurezza nell’interazione sociale, permettendo all’attore di prendere la parola, interpretare ed essere ascoltato da protagonista.
La Ceramica (Capacitazione della mano): Attraverso la manipolazione tattile dell’argilla, la ceramica offre una risposta immediata alla percezione spaziale. Trasforma l’esplorazione al buio o con residuo visivo in un prodotto solido e tridimensionale, stimolando la creatività plastico-sensoriale, la comprensione delle forme e il senso di efficacia personale.
La Contact Dance (Capacitazione del corpo): Orientarsi ed esprimersi nello spazio attraverso la danza e il contatto corporeo sviluppa la propriocezione, costruisce fiducia reciproca, riduce l’ansia da movimento e trasforma la consapevolezza del proprio corpo in una rinnovata autonomia nei gesti quotidiani.
Il quadro scientifico: Le evidenze OMS e il superamento tra riabilitazione e cultura
La validità del modello IERFOP trova un solido riscontro nella letteratura scientifica internazionale.che ha confermato l’efficacia degli interventi arts-based nel migliorare le dimensioni psicologiche, funzionali, sociali, comunicative e la qualità della vita globale.
Il contributo più innovativo di DEAP consiste nel superamento della tradizionale barriera tra riabilitazione e cultura. Una persona con disabilità visiva non accede all’arte soltanto per ottenere un beneficio psicologico o terapeutico, ma perché la partecipazione alla vita culturale è un diritto sancito. L’esperienza artistica si configura così come un percorso multidimensionale che unisce sviluppo sensoriale, espressione emotiva, acquisizione di competenze e opportunità di inclusione sociale e professionale.
Le tre giornate siciliane e le tappe di DEAP
Durante la tre giorni siciliana, partner, educatori e giovani partecipanti hanno visitato l’Istituto per Ciechi Florio-Salamone, e hanno preso parte a un laboratorio inclusivo di ceramica tactile-based. Il programma è proseguito con la visita al Centro Regionale di Progettazione e Restauro e un itinerario culturale nel centro storico di Palermo per rafforzare gli scambi interculturali e la cooperazione internazionale.
L’intero percorso e i relativi dati sono stati sottoposti a una rigida valutazione dell’impatto scientifico ed educativo: l’obiettivo prioritario è ora quello di far acquisire a queste metodologie il valore di buone pratiche da proporre e trasferire alle istituzioni europee, oltre che a scuole, università, musei, accademie e teatri di tutto il continente.
«Una persona cieca o ipovedente è una persona capace di apprendere, creare, interpretare, comunicare, emozionare gli altri e produrre cultura», ha dichiarato Roberto Pili, Presidente di IERFOP ETS. «Dobbiamo riconoscerla come parte attiva e generativa della cultura. Con questo progetto abbiamo contribuito a cambiare lo sguardo sociale sulla disabilità: ed è proprio da questo cambiamento che può nascere una società realmente inclusiva».
Alessandro Melillo, Presidente di PRISM — l’organizzazione che ha ospitato la tappa conclusiva a Palermo — ha sottolineato: «Ospitare la fase finale di DEAP ha dato valore a due anni di proficuo lavoro di rete. Come PRISM crediamo che l’arteterapia e la cultura siano leve concrete di inclusione: questa esperienza lascia al nostro territorio competenze, risorse didattiche e relazioni internazionali destinate a durare nel temp
Per Bachisio Zolo, Direttore della Formazione di IERFOP «Coordinare DEAP permesso di affinare le metodologie inclusive e, la ricerca scientifica sul valore riabilitativo dell’arte capace di abbattere barriere e aprire nuove prospettive per un’Europa più equa».
DEAP proporrà alle istituzioni europee modelli metodologici validati, competenze educative avanzate per 125 operatori, moduli formativi fruibili sulla piattaforma e-learning e una solida rete internazionale sull’altare di un principio condiviso: la mancanza della vista non coincide con l’assenza di esperienza estetica, creatività o capacità di rappresentazione. Quando l’ambiente educativo viene progettato in modo accessibile, tatto, suono, movimento, propriocezione e relazione diventano vie maestre attraverso cui conoscere il mondo, esprimere la propria identità ed esercitare una piena cittadinanza.
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