Psicologia della Longevità e approccio biopsicosociale: come ci aiutano a vivere meglio e più a lungo

di Nastassia Marozava

Cos’è l’approccio biopsicosociale e perché cambia il modo in cui comprendiamo la salute? Ecco come la Psicologia della Longevità e la Psicologia della Salute ci offrono strumenti concreti per vivere meglio.

La riflessione sulla salute dell’OMS e della comunità scientifica internazionale, per quanto completa, non basterebbe da sola a descrivere la complessità e la pervasività della salute in tutti gli ambienti e i contesti che riguardano la vita dell’individuo.

L’approccio biopsicosociale della psicologia e, in particolare, la specializzazione della Psicologia della Longevità e Psicologia della Salute si inseriscono nella riflessione per approfondire in che modo la One Health si declina in tutto ciò che caratterizza la vita nei sistemi, nelle relazioni e nelle persone.

Cosa studia l’approccio biopsicosociale

L’approccio biopsicosociale di entrambe le specializzazioni si interroga sulle traiettorie della vita delle persone spaziando dalla salute sul lavoro e quella delle organizzazioni, a quella delle relazioni e dinamiche sociali, istituzionali, ambientali e gruppali generali, familiari, contestuali, individuali, per poi imbattersi nello studio della complessità di queste interazioni in relazione alle diverse condizioni di salute e dei sistemi di cura (Bertini, 2012).

Ogni ambito contribuisce ad apportare conoscenza su come si possano apportare i cambiamenti, sulla base delle dinamiche dell’andamento della salute, con il fine di influire su queste connessioni e aumentare il benessere degli individui, a prescindere dalle loro condizioni di salute di partenza.

Causalità non lineare: perché la salute è più complessa di quanto pensiamo

L’approccio biopsicosociale utilizza attualmente modelli multicausali complessi, nei quali la causalità non è lineare e riduzionistica, bensì integrativa tra le varie discipline che spiegano le condizioni di salute e si intersecano nella disciplina psicologica. Ciò vuol dire che per spiegare le condizioni di salute delle persone bisogna adottare una visione della loro evoluzione nel tempo e della loro complessità causale.

Per capire perché alcune persone vivono più di altre, più felicemente degli altri o perché accadono gli eventi di salute occorre tenere presente tanti livelli diversi, la loro interrelazione e pesi diversi, cascate di eventi (interni ed esterni alle persone), il contesto e il sistema in cui si è inseriti/e, così come la coesistenza di fattori oggettivi e soggettivi (Sackett et al., 1992; Simon et al., 1985; Von Bertalanffy, 1975; Engel, 1980).

La dimensione ecologica e socioculturale assume un ruolo altrettanto importante come fattore macro, accanto a variabili più individuali (Braibanti, 2015).

La relazione di cura: un fattore determinante per la salute

Diventa cruciale anche la riflessione attorno alla costruzione e co-costruzione della realtà, soprattutto nei contesti di cura e la qualità della relazione che si instaura tra operatori/trici della salute e i/le fruitori/trici dei servizi, che si ripercuote anche sull’efficacia di tali prestazioni e sulle scelte di salute (Borrell-Carriò et al., 2004; Braibanti, 2015).

Una buona pratica clinica è quella che:

  • Tiene conto del posizionamento del/della professionista sanitario/a e mira alla ricognizione dei bias
  • Crea rapporti di fiducia e coltiva curiosità
  • Utilizza un’intuizione informata
  • È educata alle emozioni e alla corretta comunicazione delle evidenze cliniche

La salutogenesi: orientarsi verso la salute, non solo verso la malattia

L’approccio biopsicosociale incontra le riflessioni internazionali sul significato della salute in tempi e contesti diversi. Promuove la salutogenesi, intesa come orientamento verso una vita controllabile, intellegibile e significativa, un movimento verso gli esiti più positivi del continuum delle condizioni di salute (ease vs. dis-ease), verso il rafforzamento delle risorse sociali e individuali che favoriscono la crescita di successo, il benessere e il fronteggiamento dello stress (fattori di protezione) (WHO, 2021; Bertini 2012).

La sfida della Psicologia della Salute è, in questo senso, quella di rispondere in maniera integrata al modello biomedico, in cui rimangono scoperti diversi nodi critici e riformularlo in una maniera integrata. Tra questi, le cause psicosociali dei fenomeni di salute a lungo trascurate dalla tradizione fisiologica (valori, rappresentazioni sociali e valutazioni dovute alle differenze individuali, interazione tra stress e comportamenti scorretti), il rapporto bidirezionale tra mente e corpo, le conseguenze sulla vita delle persone e non solo sulla loro salute fisica come la soddisfazione, l’aderenza e l’alleanza terapeutica, cambiamento comportamentale (Ogden, 2002).

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Psicologia della Longevità e Psicologia della Salute
Explore the interconnected roots of mental health and physical wellness in this visual metaphor for longevity.

Psicologia della Longevità: capire come la salute cambia nel tempo

Nella Psicologia della Longevità, per poter comprendere le condizioni di salute, al fine di attuare interventi attinenti alla promozione e prevenzione, è necessaria la comprensione dell’andamento della salute stessa, della sua dinamicità e i suoi possibili esiti. La psicologia clinica può offrire, in tal senso, un grande contributo alla comprensione dei fenomeni e dell’intreccio di fattori di rischio e protezione, variabili chiave per l’intervento a diversi livelli.

In particolare, l’approccio alle Traiettorie Evolutive (Cicchetti & Rogosch, 2002; Masten & Cicchetti, 2010) studia come le condizioni di salute cambiano ed evolvono nel tempo, come siano possibili esiti diversi con punti di partenza simili ed esiti simili con punti di partenza diversi.

In questo approccio, così come nella Psicologia della Longevità, normale e patologico coesistono, si informano e sono in stretta relazione con le fasi di vita. Tra i fattori che possono modellare le traiettorie e dare come esito l’osservabile vi sono quelli genetici, biologici, psicologici, sociali e ambientali, ma al centro c’è sempre l’individuo circondato dai suoi fattori di protezione e di rischio.

L’Environtype: quando anche l’ambiente ha le sue caratteristiche di salute

Fondamentale anche il costrutto di Environtype (Sameroff, 2020), per cui anche l’ambiente avrebbe delle caratteristiche qualitative che si muovono lungo un continuum di sostegno e di rischio. L’interazione è bidirezionale e reciproca con l’individuo, in cui l’ambiente può amplificare, ridurre o mantenere gli effetti delle fasi precedenti, così come anche all’interno della persona possiamo rintracciare elementi che premono per un nuovo equilibrio.

Si tratta di un approccio che integra modelli contestuali, del cambiamento personale e quelli della regolazione, coniugando identità, atteggiamenti, credenze, attributi personali, istituzioni, famiglia, cultura e strutture organizzative.

Perché questo approccio cambia tutto

La Psicologia della Longevità e la Psicologia della Salute non si limitano a descrivere la malattia o a curarla. Studiano come la salute nasce, evolve, si trasforma e può essere promossa — a ogni età, in ogni contesto, per ogni persona.

Comprendere i fattori biologici, psicologici e sociali che modellano la nostra salute nel tempo è il primo, fondamentale passo per intervenire in modo efficace e vivere una vita più lunga, più sana e più significativa.



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