A Nora, dove la longevità diventa racconto: “Sapori di lunga vita” arriva al Festival Pula Letteraria

Venerdì 28 agosto, nel sito archeologico di Nora, Roberto Pili presenta il volume che unisce scienza, cucina e memoria. Il racconto di chi il libro l’ha costruito.

di Massimo Usai

Ci sono libri che si scrivono e libri che si costruiscono. Sapori di lunga vita. Ricette, racconti e segreti dalla Sardegna della longevità (Edizioni Abbà, collana Arcipelaghi) appartiene alla seconda categoria, e lo dico da dentro: ho firmato il lavoro fotografico e narrativo di questo volume, e devo ammettere che poche volte mi è capitato di sentirmi così orgoglioso di far parte di un progetto. Venerdì 28 agosto il libro arriva al Festival Pula Letteraria, e la cornice non poteva essere più giusta: il sito archeologico di Nora, dove storia mediterranea, paesaggio e identità si incontrano da millenni.

L’evento

Roberto Pili — medico oncologo e presidente della Comunità Mondiale della Longevità — sarà tra gli ospiti della quarta edizione del Festival. Appuntamento sul Palco 2, all’interno del programma previsto dalle 18 alle 21. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria su www.pulaletteraria.it. Presentare il volume proprio a Pula, a pochi passi dai luoghi raccontati nelle sue pagine, non è un dettaglio logistico: è parte del senso stesso del libro. Qui la longevità smette di essere un primato anagrafico e si mostra per quello che davvero è — il risultato di una cultura costruita e condivisa nel corso delle generazioni.

Il libro, visto da vicino

Da oltre trent’anni Pili studia i processi dell’invecchiamento e le condizioni che permettono di vivere più a lungo conservando salute, autonomia e partecipazione sociale. Con Sapori di lunga vita porta questa riflessione fuori dagli ambulatori, dentro le cucine e la memoria delle comunità sarde. Non è un ricettario, o almeno non solo: le ricette sono la porta d’ingresso a un discorso più ampio sul rapporto tra alimentazione, cultura, territorio e qualità della vita.

Il volume concentra lo sguardo sulla Sardegna meridionale e sulle comunità affacciate alla laguna di Santa Gilla, con un’attenzione particolare ad Assemini e alla sua tradizione gastronomica. Un paesaggio di stagni, campagne e mare, dove la cucina si è formata seguendo le stagioni e la necessità di non sprecare nulla: pesci e prodotti della laguna, legumi, verdure, erbe spontanee, cereali, formaggi e carni usate con misura.

La forza del lavoro di Pili, a mio avviso, sta in ciò che rifiuta di fare. Non idealizza il passato, non vende formule miracolose. Ricostruisce invece il sistema umano che esisteva intorno al cibo — il lavoro quotidiano, il movimento, la convivialità, la moderazione, il ruolo delle relazioni. La longevità, in questa prospettiva, non dipende da un alimento prodigioso né da una dieta alla moda, ma dall’incontro fra alimentazione equilibrata, attività fisica naturale, legami familiari e la percezione di avere ancora un ruolo dentro la comunità. Meno spettacolare di un integratore, molto più profondo.

Un mosaico a tre voci

Ho vissuto questo libro come un lavoro corale, e credo sia questa la sua qualità migliore. Accanto alla prospettiva medico-scientifica di Pili c’è la sapienza dello chef Aurelio Piano, custode e interprete delle preparazioni tradizionali, e c’è il mio contributo fotografico e narrativo. Ricette, immagini e racconti compongono un mosaico in cui la memoria gastronomica diventa uno strumento per leggere il presente. Fotografare quelle cucine, quei volti, quei gesti tramandati mi ha ricordato ogni giorno che stavamo documentando pratiche vive — non reperti di un mondo scomparso, ma indicazioni ancora attuali: riscoprire la stagionalità, ridurre il consumo di prodotti industriali, restituire al pasto la sua dimensione sociale.

Perché vale la pena esserci

L’incontro di Nora offrirà anche l’occasione per affrontare alcune domande che ci riguardano tutti: quali elementi della tradizione possono ancora aiutarci a vivere meglio? Cosa abbiamo perso abbandonando le cucine locali? E come trasformare il patrimonio della longevità sarda in un modello contemporaneo, accessibile anche alle nuove generazioni?

Con Sapori di lunga vita, Pili invita a osservare il cibo da una prospettiva più ampia: ogni ricetta contiene una storia, ogni ingrediente racconta un territorio, ogni pasto condiviso può diventare parte di un modo più umano di attraversare il tempo. Perché vivere a lungo non significa soltanto aggiungere anni alla vita, ma mantenere autonomia, relazioni, curiosità e capacità di partecipare al mondo. Averlo raccontato, in immagini e parole, resta per me un privilegio.

La scheda

Titolo:  Sapori di lunga vita. Ricette, racconti e segreti dalla Sardegna della longevità

Autore:  Roberto Pili — con i contributi di Aurelio Piano e Massimo Usai

Editore:  Edizioni Abbà, collana Arcipelaghi · 175 pagine · 20 euro · ISBN 979-12-80927-32-7

Appuntamento:  Venerdì 28 agosto 2026, ore 18–21, Palco 2 — Festival Pula Letteraria, sito archeologico di Nora (viale Nora, Pula).Ingresso:  Gratuito con prenotazio


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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