La dieta sardo-mediterranea, pilastro della centenarietà dei sardi, al centro del convegno «I gioielli della dieta sardo-mediterranea», tappa del progetto «Dalla Terra alla Tavola – I cibi dei centenari».
Tortolì, 30 ottobre 2026. Nell’ex Blocchiera Falchi, in via Eleonora d’Arborea, si è tenuto alle 11 il convegno «I gioielli della dieta sardo-mediterranea», tappa del progetto «Dalla Terra alla Tavola – I cibi dei centenari». L’iniziativa nasce dal Protocollo d’Intesa tra Confesercenti Sardegna e la Comunità Mondiale della Longevità, con il sostegno dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna.
Perché Tortolì: l’Ogliastra, terra di centenari
La scelta del luogo non è casuale. L’Ogliastra è infatti una delle terre più rappresentative della longevità mondiale, e proprio a Tortolì lo scorso giugno si è tenuto il convegno internazionale delle Blue Zone, culminato con la firma della storica «Carta di Tortolì». Per questo, ha spiegato Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, «non potevamo scegliere luogo più significativo per valorizzare i gioielli della dieta sardo-mediterranea, pilastro della centenarietà dei sardi. Una longevità eccezionale che genera un valore crescente, attrattore di flussi turistici esperienziali e rigenerativi».
Chi è intervenuto
Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco di Tortolì, Irene Murru, e di Carla Medau, capo di Gabinetto dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, i lavori sono stati aperti da Roberto Pili e da Roberto Bolognese, presidente regionale di Confesercenti. A seguire, sono intervenuti Donatella Petretto, professoressa dell’Università di Cagliari, il nutrizionista Andrea Deledda, l’operatore turistico Alessandro Pitzianti e Vito Arra dell’azienda «I Sapori d’Ogliastra».
Longevità e turismo: il «dividendo» per le filiere locali
Nel suo intervento, Roberto Pili ha messo in luce l’impatto socio-economico della longevità sarda e dell’importante «dividendo» generato dal turismo che, se valorizzato adeguatamente, potrà sostenere in modo determinante le filiere agropastorali e le produzioni locali di alta qualità. In quest’ottica, la promozione della Blue Zone, della dieta sardo-mediterranea e dei cibi dei centenari rappresenta la chiave per posizionare la Sardegna al centro del turismo esperienziale e gastronomico. Sul tema abbiamo scritto anche del turismo della longevità in Sardegna.
Dal punto di vista del mercato è intervenuto Alessandro Pitzianti, operatore turistico: «Un settore in grande crescita: le esperienze enogastronomiche sono ormai fra le attività più richieste dai turisti, soprattutto stranieri». Il grande vantaggio della Sardegna rispetto alla concorrenza, ha spiegato, è la qualità dei prodotti, ma anche la tradizione, spesso affiancata a degustazioni o cooking class.

Il piatto unico, cuore del convegno
Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, la dieta mediterranea unisce varietà, stagionalità, prevalenza di alimenti vegetali e convivialità, garantendo comprovati benefici per la salute cardiovascolare e metabolica. Nella sua versione sarda raggiunge un’eccellenza unica, contribuendo a ridurre il divario di genere tra centenari uomini e donne; addirittura, in alcuni paesi dell’Ogliastra, questo rapporto si inverte: un caso unico al mondo.
Cuore del convegno è stato il piatto unico, che negli anni Cinquanta e Sessanta, nelle famiglie contadine e pastorali, costituiva spesso l’intero pasto: «La ricchezza del pasto non dipendeva dal numero delle portate, ma dalla capacità di combinare intelligentemente ciò che la terra offriva».
Andrea Deledda, nutrizionista che collabora con la Comunità Mondiale della Longevità, ha guidato la sala in un viaggio fra i prodotti dell’Ogliastra: i culurgionis, il casu axedu, le minestre di fave e finocchietto selvatico, la pecora in cappotto. Per approfondire le abitudini a tavola della Blue Zone, leggi anche le abitudini dei centenari sardi.
Giovani e imprese: la visione transgenerazionale
Sul valore culturale e sociale del progetto si è soffermata Donatella Petretto, dell’Università di Cagliari: «La ricchezza di questo progetto è insita nella sua visione transgenerazionale». Coinvolgere i giovani, ha spiegato, permette di diffondere esperienze e cultura del benessere e salutogenica, che passano attraverso la vita quotidiana, le relazioni e la costruzione condivisa di senso e significato.
Vito Arra, imprenditore dell’industria alimentare e maggior produttore al mondo di culurgionis, ha illustrato quanto sia complicato produrre in una realtà periferica come l’Ogliastra e quanto sia importante che le istituzioni si impegnino per ridurre le diseconomie di scala.
«Dalla Terra alla Tavola»: gli obiettivi del progetto
Il progetto «Dalla Terra alla Tavola – I cibi dei centenari» mira a valorizzare la cultura alimentare della Sardegna e a favorire un turismo consapevole, ha ribadito Pili, per aumentare le opportunità economiche e lavorative nei settori dell’agricoltura, della pastorizia, della trasformazione alimentare, della ristorazione e del commercio. Il progetto si rivolge inoltre ai giovani degli istituti alberghieri, affinché diventino orgogliosi ambasciatori della cultura alimentare sarda.
Il convegno si è chiuso con una degustazione guidata di prodotti tipici della dieta sardo-mediterranea. Per un quadro più ampio, vedi anche Longevità mediterranea: Sardegna, Blue Zone e cultura del vivere a lungo.
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