TORTOLÌ – La longevità non è più soltanto un fenomeno da studiare. Da oggi diventa anche un progetto internazionale di cooperazione, sviluppo sostenibile e turismo esperienziale.
È questo il messaggio emerso dal meeting internazionale “The Longevity Experience – Connecting Sardinia, Okinawa, Nicoya, Ikaria”, ospitato presso il Centro Congressi Symposion dell’Hotel La Bitta di Porto Frailis, dove rappresentanti istituzionali, ricercatori, amministratori pubblici ed esperti provenienti dalle principali Blue Zones del pianeta si sono incontrati per costruire una nuova rete globale dedicata alla promozione della cultura della longevità.
L’evento, coordinato dalla giornalista internazionale Barbara Serra, ha riunito alcune delle realtà più studiate al mondo per l’eccezionale presenza di centenari e per la qualità della vita delle loro comunità: la Sardegna, Okinawa in Giappone, Nicoya in Costa Rica e Ikaria in Grecia.
Ad aprire i lavori sono stati il Sindaco di Tortolì Marcello Ladu e il Presidente della Provincia dell’Ogliastra Alessio Seoni, seguiti dagli interventi dell’Assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, di Iroshi Toyama del Blue Zone Research Council di Yomitan, del Sindaco di Nicoya Carlos Armando Marinez Arias e delle rappresentanti di Ikaria Kyriaki Spanou e Angeliki Douka.
Nel corso della giornata è emersa con forza una convinzione condivisa: la longevità può rappresentare una straordinaria opportunità di sviluppo per i territori, purché venga valorizzata nel rispetto delle comunità che l’hanno generata.
«Non stiamo costruendo soltanto una rete turistica», è stato sottolineato durante il confronto tra i delegati internazionali. «Stiamo creando un ponte culturale tra territori che, pur lontani geograficamente, condividono gli stessi valori: relazioni umane, alimentazione tradizionale, attività fisica naturale, rispetto per gli anziani e forte senso di comunità».
Particolarmente significativa la sessione scientifica che ha visto confrontarsi Francesco Cucca, Professore Ordinario di Genetica Medica dell’Università di Sassari e responsabile del Progetto SardiNIA, Andrea Fabbo, Direttore Generale della ASL Ogliastra, il medico ogliastrino Raffaele Sestu e il Dott. Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità.
I relatori hanno evidenziato come il fenomeno della longevità non possa essere spiegato da un unico fattore, ma rappresenti il risultato dell’interazione tra genetica, ambiente, alimentazione, relazioni sociali e stili di vita.
Nel pomeriggio il meeting ha raggiunto il suo momento più importante con la presentazione e la sottoscrizione della Lettera d’Intenti tra i territori coinvolti. Alla cerimonia hanno partecipato Hajime Oshiro, Vice Governatore della Prefettura di Okinawa, e in collegamento istituzionale i rappresentanti della Regione dell’Egeo Settentrionale.
L’accordo rappresenta il primo passo verso la costruzione di una piattaforma internazionale dedicata ai territori della longevità, con l’obiettivo di promuovere iniziative comuni, partecipazione condivisa a eventi internazionali, attività di ricerca, percorsi turistici tematici e strumenti di comunicazione destinati ai viaggiatori interessati al benessere e all’invecchiamento attivo.
Tra gli interventi più attesi della giornata quello del Dott. Roberto Pili, che ha proposto una visione ampia e moderna della longevità come patrimonio collettivo dell’umanità.
«La longevità non è soltanto una questione biologica», ha affermato. «È una sintesi di salute, relazioni, cultura, alimentazione e partecipazione sociale. Le Blue Zones rappresentano laboratori viventi dai quali il mondo intero può imparare.»
Pili ha inoltre ricordato il ruolo centrale dell’Ogliastra e della Barbagia di Seulo nel panorama scientifico internazionale.
«In questi territori troviamo una delle più straordinarie concentrazioni di centenari maschi mai osservate. Qui la tradizione pastorale, la Dieta Mediterranea, la qualità delle relazioni sociali e il forte legame con la comunità continuano a generare condizioni favorevoli per una vita lunga e attiva.»
Guardando al futuro, il Presidente della Comunità Mondiale della Longevità ha evidenziato la necessità di trasformare questo patrimonio in un’opportunità sostenibile per le nuove generazioni.
«Il turismo della longevità non deve limitarsi all’osservazione dei luoghi. Deve offrire esperienze autentiche, conoscenza e consapevolezza. Chi arriva in Sardegna deve poter comprendere come si vive, come si mangia, come si costruiscono relazioni e benessere nelle comunità longeve.»
Un concetto condiviso anche dagli altri rappresentanti internazionali presenti, che hanno evidenziato come le Blue Zones abbiano oggi l’opportunità di presentarsi al mondo con una voce comune, valorizzando le rispettive identità senza perdere autenticità.
L’incontro di Tortolì segna così un passaggio storico per il movimento internazionale della longevità. Per la prima volta le principali Blue Zones del pianeta hanno formalizzato una volontà comune di collaborazione, ponendo le basi per un progetto destinato ad avere ricadute culturali, scientifiche, sociali ed economiche.
La Sardegna, e in particolare l’Ogliastra, si confermano ancora una volta al centro del dibattito mondiale sul vivere bene e a lungo, non soltanto come oggetto di studio, ma come protagonista attiva nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo fondati sulla salute, sul benessere e sulla qualità della vita.

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