Due libri per mangiare (e vivere) a lungo: «Sapori di lunga vita» e «Cent’anni a tavola» di Roberto Pili

Esiste una cucina che non si inventa: si eredita. Passa dalle mani delle madri e delle nonne, si impara guardando, e porta con sé una lezione che la ricerca sulla longevità continua a confermare: il modo in cui si mangia, e soprattutto il modo in cui si sta a tavola, cambia il modo in cui si vive.

Di questo parla Roberto Pili, medico specialista in Oncologia, studioso delle determinanti della salute e Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, in due libri che si completano a vicenda: «Sapori di lunga vita» e «Cent’anni a tavola». Uno racconta, l’altro cucina. Insieme formano una piccola biblioteca della Sardegna che vive a lungo.

«Sapori di lunga vita»: ricette, racconti e segreti

Il sottotitolo è già un programma: ricette, racconti e segreti dalla Sardegna della longevità. È un libro che parte dal territorio, dalla laguna di Santa Gilla, da Assemini e dai piatti che questa terra ha prodotto nel tempo, e racconta come quei sapori, tramandati di generazione in generazione, abbiano contribuito alla longevità della sua gente. Dentro ci sono storie e ricette storiche del passato, con la collaborazione dello chef Aurelio Piano e storie raccolte da Massimo Usai. Edizioni Abba.

È il libro da leggere per capire perché: perché certe abitudini alimentari e certi modi di stare insieme hanno resistito al tempo, e che cosa possono insegnare a chi vive oggi in un mondo di cibo veloce e distratto.

«Cent’anni a tavola»: la cucina sarda dall’antipasto al dolce

Se il primo racconta, il secondo mette le mani in pasta. «Cent’anni a tavola — La cucina sarda dall’antipasto al dolce» (prima edizione 2026, 128 pagine, cartaceo e Kindle) è il frutto di oltre trent’anni di ricerca sulle comunità longeve. Non è soltanto un ricettario: in dodici capitoli, dagli antipasti di terra e di mare ai dolci di mandorla, alle conserve e ai liquori, accompagna il lettore dentro una filosofia del vivere e del mangiare in cui il cibo è nutrimento, convivialità, memoria e identità.

Al centro c’è la Dieta Sardo-Mediterranea, interpretata come un vero modello culturale di salute: cereali, legumi, verdure di stagione, olio extravergine, prodotti dell’allevamento ovino e caprino e, sulla costa, le risorse del mare. Una cucina di sobrietà, stagionalità e misura, ma ricchissima di biodiversità e sapienza. Accanto al piatto unico quotidiano trovano posto i grandi piatti della convivialità sarda: culurgionis, malloreddus alla campidanese, fregula con i prodotti del mare, zuppa gallurese, panada.

«Difendere la cucina sarda non significa soltanto conservare le ricette del passato: significa rendere omaggio alle madri, alle nonne e alle donne dell’Isola, per generazioni autentiche custodi del sapere alimentare.»

Roberto Pili

Il filo che li lega: la longevità non sta in un alimento

Il messaggio comune dei due libri è semplice e controcorrente: la longevità non deriva da un singolo alimento, né da un «superfood», ma da un equilibrio tra alimentazione, movimento, ambiente, relazioni e comunità. La tavola è uno dei luoghi in cui quell’equilibrio si costruisce ogni giorno: con ciò che si mette nel piatto e con le persone con cui lo si condivide. In un tempo dominato dai prodotti ultra-processati, riscoprire questa cucina significa recuperare un patrimonio sorprendentemente attuale.

Dove trovarli

«Sapori di lunga vita» sarà presentato domenica 25 ottobre 2026, alle 17:30, a Casa Mostallino (Assemini), nell’ambito della Sagra de Sa Panada Asseminesa, durante la tavola rotonda «Dalla laguna di Santa Gilla: i gioielli della cultura alimentare asseminese».

Per chi vuole mettere in pratica la lezione, la strada è la più antica del mondo: una tavola apparecchiata, un piatto semplice, qualcuno con cui dividerlo.


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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