Gabriele Cadoni, vent’anni di ritmo: dalla Peter’s Day di Assemini al podio di Pythika a Roma

Ha iniziato a suonare a otto anni, quando lo strumento era più alto di lui. Oggi, a ventotto, il batterista di Decimoputzu ha conquistato il secondo posto nella finale della prima competizione artistica inclusiva d’Italia, sul palco dell’Auditorium Ennio Morricone. La storia di un ragazzo, del suo sorriso e di un segreto custodito per vent’anni.

Ci sono storie che si raccontano a parole e storie che si raccontano a colpi di rullante e grancassa. Quella di Gabriele Cadoni appartiene alla seconda categoria. È una storia che dura da vent’anni, che parte da Decimoputzu, in provincia di Cagliari, e che sabato sera è arrivata fin sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, dove uan giuria molto qualificata l’ha potuta ascoltare.

Secondo posto nella finale di Pythika – Giochi Pitici, la prima competizione artistica inclusiva a livello nazionale. Un podio che, per chi conosce Gabriele, non è una sorpresa. È semplicemente il punto in cui, prima o poi, doveva arrivare.

Un segreto che dura da vent’anni

Gabriele custodisce un segreto da quando aveva otto anni: il segreto del ritmo e del tempo. Lo ha scoperto alla scuola di musica Peter’s Day di Assemini, dove Piero Collu gli ha messo davanti una batteria che era più alta di lui. Un bambino piccolo e uno strumento grande. Da quel giorno non ha più smesso.

Oggi ha ventotto anni, e quel legame con le pelli e il legno è diventato qualcosa di più profondo di una passione. È diventato una corazza, una fedeltà assoluta, una compagna di viaggio che non l’ha mai abbandonato. La musica per Gabriele non è un mestiere: è qualcosa di più prezioso e più raro, qualcosa che non ha bisogno di contratti per esistere. È il linguaggio con cui racconta chi è.

E poi c’è il sorriso. Chi ha visto Gabriele suonare sa di cosa parlo. C’è un sorriso immancabile che accompagna ogni sua performance, un sorriso che non è posa né strategia, ma pura gioia di stare esattamente dove si deve stare. Quel sorriso trasforma il legno e le pelli in un’energia trascinante, caratterizza ogni pezzo con un groove inconfondibile. Il groove del rock.

Dal palcoscenico di Assemini alla Sala Petrassi

Il percorso che ha portato Gabriele a Roma è iniziato mesi fa, quando IERFOP, referente regionale di Pythika per la Sardegna, ha promosso sul territorio la partecipazione alla prima edizione della competizione. Le candidature dall’isola sono state numerose, e tra queste quella di Gabriele ha superato le selezioni regionali online tra gennaio e febbraio, guadagnandosi un posto tra i ventotto semifinalisti convocati nella Capitale.

Con lui, un altro talento sardo: Paolo Boi, che ha portato sul palco una composizione originale in lingua inglese, colpendo per maturità espressiva e profondità artistica. La Sardegna si è presentata a Roma con due voci diverse e complementari, unite dalla stessa determinazione.

Venerdì sera, in semifinale, Gabriele ha fatto quello che sa fare meglio. Ha preso le bacchette, ha attaccato una cover di un brano dei Muse e ha incendiato la Sala Petrassi. Davanti a una giuria composta da Tony Esposito, Fioretta Mari, Raffaele Paganini, Carolyn Smith e Silvia Salemi, il suo drumming non ha lasciato spazio a dubbi: pass per la finale, conquistato con la forza del talento e l’energia che solo chi suona da vent’anni riesce a mettere in scena.

Sabato sera, nella finale, ha confermato tutto. Secondo posto assoluto nella prima edizione di Pythika, la competizione che porta sullo stesso palco artisti con e senza disabilità con un unico criterio di giudizio: il valore artistico. Nessuno sconto, nessuna concessione. Vince chi è più bravo. Gabriele Cadoni è arrivato secondo in Italia.

Piero Collu: «Il talento, quando viene coltivato, non conosce ostacoli»

Piero Collu, fondatore e direttore della Peter’s Day, la scuola di musica di Assemini dove tutto è cominciato, non nasconde l’emozione. «Il secondo posto di Gabriele nella finale di Pythika è un risultato che ci riempie di orgoglio», dichiara.

Stefano Vacca, il suo maestro di batteria ha detto subito dopo il risultato: «Gabriele ha lavorato con dedizione e passione, e vederlo competere alla pari su un palco così importante, davanti a una giuria di quel livello, è la conferma che il talento, quando viene coltivato con cura e determinazione, non conosce ostacoli. Questo traguardo appartiene a lui, alla sua forza, e a tutti coloro che credono nel potere della musica come strumento di crescita e di espressione autentica».

Per Collu e Vacca, che hanno visto arrivare Gabriele bambino nella scuola e lo hanno accompagnato per vent’anni, quel secondo posto non è solo un risultato sportivo. È la conferma che il metodo funziona, che la formazione conta, che una scuola di musica in un paese della provincia di Cagliari può formare un artista capace di stare sul palco più prestigioso d’Italia.

Roberto Pili: «L’arte come strumento di emancipazione»

Roberto Pili, presidente di IERFOP, era in sala a sostenere entrambi gli artisti sardi. Per lui, il risultato di Gabriele e la partecipazione di Paolo Boi confermano la bontà di un progetto che va ben oltre la singola competizione. «La conquista della semifinale di Paolo e Gabriele rappresenta già un risultato che va oltre la competizione», dichiara Pili. «È la dimostrazione concreta di quanto crediamo nel valore dell’arte come strumento di emancipazione e inclusione reale. I nostri artisti portano sul palco non solo il loro talento, ma anche la loro forza e determinazione».

Il momento della festa. Gabriele Cadoni tra la Ministra per le Disabilita’ Alessandra Locatelli e il presidente Ierfop Roberto Pili

Pythika: l’arte che non fa sconti

Pythika – Giochi Pitici è la prima competizione artistica inclusiva a livello internazionale, ideata da Daniela Alleruzzo, Claudia Barcellona e Susi Zanon e organizzata dall’accademia L’Arte nel Cuore Onlus con il patrocinio del Ministro per le Disabilità. Il nome si ispira alle competizioni artistiche dell’antica Grecia, i Giochi Pitici di Delfi dedicati al dio Apollo, reinterpretati in chiave contemporanea con un principio fondante: tutti uguali davanti all’arte.

I numeri della prima edizione raccontano un successo che ha superato ogni aspettativa: 585 artisti iscritti, 347 performance candidate, selezioni regionali in tutta Italia, una semifinale e una finale ospitate nella Sala Petrassi dell’Auditorium Ennio Morricone. Ai vincitori sono state assegnate borse di studio e concrete opportunità professionali, tra cui la possibilità di partecipare al MEI 2026. La manifestazione punta a diventare un appuntamento annuale con una vocazione di espansione europea e internazionale.

Il futuro ha il groove del rock

Gabriele Cadoni tornerà a Decimoputzu con un secondo posto nazionale, un’esperienza che nessuno potrà togliergli e la consapevolezza che quel segreto custodito per vent’anni adesso lo conoscono tutti. Il segreto del ritmo, del tempo, di un ragazzo che a otto anni si è seduto dietro una batteria più grande di lui e ha deciso che quella sarebbe stata la sua voce.

La Peter’s Day di Piero Collu avrà un motivo in più per essere orgogliosa. IERFOP e Roberto Pili avranno la conferma che scommettere sulla Sardegna e sui suoi talenti è sempre la scelta giusta. E Pythika, dopo questo straordinario debutto, saprà che da qualche parte in un’isola al centro del Mediterraneo c’è un batterista con un sorriso contagioso che ha dimostrato al mondo intero che il talento, quando è vero, non ha bisogno di permessi.

Ha solo bisogno di un palco. E Gabriele Cadoni, il suo, se l’è conquistato.


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
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In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
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