Santiago de Compostela, dieci persone con disabilità visiva concludono il Cammino

I 115 chilometri percorsi in sette giorni da un gruppo di sardi non vedenti rappresentano una delle esperienze di inclusione più importanti realizzate negli ultimi anni in Europa.

SANTIAGO DE COMPOSTELA — Si è conclusa oggi, davanti alla cattedrale di Santiago de Compostela, l’esperienza del Cammino promossa da IERFOP: dieci persone con disabilità visiva, tutte provenienti dalla Sardegna, hanno percorso insieme 115 chilometri in sette giorni, affiancate da dieci accompagnatori.

Si tratta di una delle rare iniziative strutturate che coinvolgono contemporaneamente un gruppo così numeroso di persone con disabilità visiva, sostenute da un articolato sistema di preparazione, formazione e assistenza. L’intero gruppo è partito dall’isola per raggiungere la Galizia e affrontare una sfida che ha unito attività fisica, autonomia personale e inclusione sociale.

«L’obiettivo del progetto è stato quello di fare in modo che le persone con disabilità visiva possano affrontare le sfide della vita, consapevoli delle proprie forze e capacità, conquistando così una sempre maggiore autostima.»Roberto Pili, Presidente di IERFOP

La guida del gruppo è stata affidata al coach professionista Alessandro Casuccio, con oltre vent’anni di esperienza sui cammini europei. L’iniziativa ha ricevuto anche il saluto ufficiale del Ministro per le Disabilità, On. Alessandra Locatelli, che ha rivolto un messaggio ai pellegrini, agli accompagnatori e a quanti hanno reso possibile il progetto.

I dieci protagonisti tornano dal viaggio con una consapevolezza nuova: con la giusta preparazione e il giusto supporto, i limiti possono essere superati. Il Cammino di Santiago diventa così il simbolo di un’accessibilità possibile — e, per una comunità che parte da una delle terre più longeve del mondo, un’ulteriore prova che movimento, scopo e legami condivisi sono il vero passo verso una vita lunga e buona.



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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
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In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
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