Cagliari, ottobre 2025 – Si è svolto oggi, presso la Sala Schenk del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, l’incontro “La Sardegna nel Piatto – Comunità in connessione per diete sostenibili”, promosso da Laore Sardegna, CMCC e dal progetto europeo SWITCH, dedicato alla transizione verso comportamenti alimentari sani e sostenibili.
A moderare i lavori è stato Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, che ha aperto il convegno con un intervento intenso, scientificamente lucido e profondamente umano.
“La buona tavola è il primo presidio di salute – ha affermato Pili –. In Sardegna il cibo racconta il territorio, nutre i legami e la memoria, ed è il pilastro della nostra eccezionale longevità. Ma oggi siamo di fronte a un fenomeno inquietante: la colonizzazione alimentare globale che sta minando le basi stesse della nostra cultura nutrizionale.”
Il “Gusto Malato”: una crisi invisibile che colpisce i più giovani
Il presidente della Comunità Mondiale della Longevità ha presentato una riflessione che è andata ben oltre la retorica della dieta mediterranea. Pili ha denunciato con forza quella che definisce “l’epidemia del gusto malato”, un processo alimentato dall’industria globale dei cibi ultra-processati (UPF), progettati per generare dipendenza e perdita di controllo.
“È un paradosso terribile – ha spiegato –: nelle regioni dove la cultura del cibo sano è più antica, cresce il tasso di obesità infantile. Stiamo allevando una generazione che vivrà meno e peggio dei propri nonni, con malattie croniche precoci e un’aspettativa di vita libera da patologie sempre più ridotta.”
Pili ha illustrato con precisione scientifica il meccanismo neurobiologico del “Bliss Point”, quel punto di equilibrio tra zucchero, grasso e sale che produce un piacere intenso e momentaneo nel cervello, stimolando la dopamina e creando un effetto simile a una dipendenza.
“Il problema non è solo ciò che mangiamo, ma il modo in cui il nostro cervello è stato riprogrammato. I cibi ultra-processati disaccoppiano il piacere dal nutrimento, il gusto dalla sazietà, la ricompensa dal benessere. Il risultato è che non sappiamo più ascoltare il nostro corpo: il piacere è diventato un inganno.”
Dalla longevità alla prevenzione: il modello sardo come risposta
Il moderatore ha collegato questa riflessione al modello alimentare sardo, esempio concreto di equilibrio tra piacere e salute.
Nelle zone di longevità dell’isola – ha ricordato – il cibo è sempre stato cultura, rito e moderazione, un modo per mantenere il corpo in armonia con l’ambiente e la comunità.
“Dobbiamo riscoprire il valore del cibo vero – ha detto Pili –: non quello industriale, ma quello che nasce da mani, stagioni e territori. Solo così la longevità potrà restare una conquista collettiva e non un privilegio genetico.”
“Seminiamo il futuro”: il Parco di Molentargius come laboratorio vivente
Durante la giornata è stato presentato anche il progetto “Seminiamo il futuro – Cibo sano per noi, il clima, la terra”, promosso dal Parco Naturale di Molentargius-Saline.
L’iniziativa si propone di creare modelli alimentari sostenibili capaci di coniugare salute, tutela ambientale e valorizzazione delle risorse locali, coinvolgendo scuole, famiglie e istituzioni.
Tra gli obiettivi principali:
- promuovere filiera corta e consumo locale;
- ridurre sprechi alimentari e promuovere la consapevolezza dei consumi;
- valorizzare semi e biodiversità come simboli di rigenerazione ecologica e culturale;
- creare orti comunitari, anche in aree salmastre, con specie adattate ai cambiamenti climatici;
- educare i più giovani attraverso il progetto EDUspesa, che mette in relazione cibo, salute e clima.
Il Parco di Molentargius diventa così un vero e proprio laboratorio di educazione ambientale, dove il concetto di alimentazione sostenibile si intreccia con la tutela del paesaggio e con la lotta ai cambiamenti climatici.
Un dialogo tra ricerca, territorio e comunità
Accanto a Pili sono intervenuti esperti del mondo educativo, sanitario e gastronomico: Francine Murgia, Cecilia Guaita, Adriana Trudu, Cinzia Fenu, Luisanna Massa, Pablo Belfiori, Luigi Pomata, Betty Di Bernardo e Franca Caddeu, che ha curato la degustazione finale con prodotti di agrobiodiversità sarda.
Un momento conviviale che ha chiuso la giornata con il messaggio più potente del convegno: “Mangiare bene è un atto di civiltà, di salute e di futuro.”
La Sardegna come faro europeo
L’evento, inserito nel quadro del programma europeo Horizon Europe – SWITCH, ha dimostrato come la Sardegna possa diventare un modello europeo di longevità sostenibile, capace di unire ricerca, tradizione e innovazione.
“Se vogliamo cambiare il futuro del pianeta – ha concluso Roberto Pili – dobbiamo partire da ciò che mettiamo nel piatto.
La longevità non è un mistero biologico, ma una scelta quotidiana, una responsabilità che comincia da tavola.”
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