Dal tatami di Cagliari al palcoscenico mondiale: la Sardegna ai 2026 World Taijiquan Championships

Cinque atleti sardi in nazionale a Burgas 2026. Dietro ai risultati agonistici c’è una visione più ampia: quella del protocollo “Oltre l’Orizzonte”, promosso da IERFOP e dalla Comunità Mondiale della Longevità, che riconosce nel taijiquan una tecnologia riabilitativa per la salute, l’autonomia e la longevità attiva.

di Massimo Usai 

C’è una coerenza profonda nella storia che stiamo per raccontare. Non è soltanto la storia di cinque atleti sardi che partiranno per Burgas a difendere i colori azzurri ai 2026 World Taijiquan Championships — competizione in programma dal 23 al 30 aprile sulle rive del Mar Nero. È anche la storia di un’idea che ha preso forma qui, in Sardegna, e che collega il gesto sportivo del taijiquan a qualcosa di più strutturato: una visione della salute, dell’invecchiamento e della longevità come dimensione attiva, praticabile, scientificamente fondata.

La notizia sportiva è già rilevante di per sé: cinque atleti isolani su otto convocati in nazionale. Più della metà della squadra italiana che si presenterà al cospetto dei migliori specialisti del mondo viene da un’isola che non ha ancora smesso di sorprendere. Ma il contesto in cui questa notizia si inserisce è quello che le conferisce un significato ulteriore.

La squadra azzurra a Burgas: chi sono i cinque sardi

I convocati sardi per i 2026 World Taijiquan Championships sono Gianluigi Bisoni (37 anni), Maria Fajri (29 anni), Denise Pasquavaglio (28 anni), Matteo Murenu (17 anni) e Mark Secci (15 anni). La loro selezione — comunicata dalla Federazione il 25 febbraio scorso — è avvenuta sulla base dei risultati dei Campionati Italiani Assoluti 2025 e dell’attività agonistica della stagione precedente, nel rispetto del regolamento della FIWUK–CONI, unica federazione italiana autorizzata dal Comitato Olimpico Internazionale per le discipline delle arti marziali cinesi.

A guidarli è il M° Giancarlo Manca, direttore tecnico della nazionale e fondatore dell’Accademia Culture Orientali di Cagliari. Manca non è solo il loro allenatore: è la figura attorno alla quale il movimento del taijiquan in Sardegna si è strutturato nel tempo, e uno dei protagonisti — insieme al Dott. Roberto Pili — del protocollo che ha trasformato questa disciplina in uno strumento di politica della salute.

“Oltre l’Orizzonte”: il taijiquan come tecnologia per la longevità

Lo scorso 25 marzo, IERFOP, la Comunità Mondiale della Longevità (CMdL) e l’Accademia Culture Orientali hanno ufficializzato un protocollo di collaborazione per la diffusione su scala nazionale del Tai Chi e del Taiji Qigong, con un’attenzione specifica alle persone con disabilità visiva e uditiva. Il progetto si chiama “Oltre l’Orizzonte” e ridefinisce il perimetro concettuale di queste discipline: non più semplice attività motoria, ma una tecnologia riabilitativa complessa, capace di intervenire in modo integrato sulle diverse dimensioni della persona.

Il protocollo è firmato dal Presidente IERFOP e della CMdL, il Dott. Roberto Pili, e dal Maestro Giancarlo Manca — lo stesso che guida la nazionale a Burgas. Una coincidenza tutt’altro che casuale: lo stesso sapere tecnico che plasma gli atleti in pedana è il medesimo che si vuole mettere al servizio degli anziani fragili, delle persone con disabilità, di chiunque cerchi nel movimento un alleato contro il declino.

Le evidenze scientifiche su cui si fonda il progetto sono solide: la pratica del taijiquan agisce sul corpo, migliorando equilibrio, mobilità e postura; sul sistema nervoso, potenziando attenzione, cognizione e neuroplasticità; sulla sfera emotiva, con effetti documentati su ansia, depressione e qualità del sonno; e sulla dimensione relazionale, favorendo inclusione e partecipazione. Le ricerche più recenti documentano inoltre azioni a livello epigenetico — modulazione dell’espressione genica, riduzione dell’infiammazione cronica, potenziamento della risposta immunitaria — con effetti che si estendono alla biologia dell’invecchiamento cellulare.

Puoi leggere l’analisi completa del protocollo su LongeviTimes: “Oltre l’Orizzonte”: Tai Chi e Qigong come tecnologia riabilitativa per la longevità attiva.

Il filo che unisce agonismo e cura

C’è un filo sottile — ma resistente — che collega il diciassettenne Matteo Murenu in pedana a Burgas e un anziano fragile che, in una sede IERFOP, impara a controllare il respiro e ritrovare l’equilibrio attraverso il movimento. Non è solo la stessa disciplina. È la stessa filosofia: il taijiquan come pratica integrale, che allena corpo e mente insieme, che richiede presenza, ascolto, continuità.

La Comunità Mondiale della Longevità, guidata dal Dott. Roberto Pili, ha scelto di investire su questa connessione. Portare il taijiquan nei percorsi riabilitativi di IERFOP — con una metodologia inclusiva, multisensoriale, adattata alle persone con disabilità visiva e uditiva — significa riconoscere che la cultura del movimento non è un lusso per chi ha già salute, ma uno strumento per costruirla e preservarla. I campioni che partono per Burgas non sono estranei a questa visione: sono, in un certo senso, la sua espressione più visibile.

La Sardegna come laboratorio della longevità

Non è una coincidenza geografica che tutto questo avvenga in Sardegna. L’isola è una delle cinque Zona Blu del pianeta, uno dei luoghi dove gli esseri umani vivono più a lungo e meglio. Da decenni la ricerca scientifica studia le ragioni di questo primato — genetica, alimentazione, stile di vita, coesione comunitaria — e da decenni la Sardegna ospita esperienze che cercano di tradurre quelle intuizioni in pratiche replicabili.

Il protocollo “Oltre l’Orizzonte” e i cinque atleti convocati in nazionale si inscrivono entrambi in questa tradizione. Da una parte, un progetto che vuole esportare fuori dall’isola un modello di cura e prevenzione che ha le sue radici nel territorio; dall’altra, cinque persone che portano in pedana — al massimo livello internazionale — ciò che hanno imparato e coltivato qui.

Il Mondiale di Burgas — con tutte le informazioni disponibili su burgas2026.com — è il palcoscenico. Ma il lavoro vero continua ogni giorno, in Sardegna, tra un tatami e un corridoio di riabilitazione.

Una squadra, una visione

Gianluigi Bisoni, Maria Fajri, Denise Pasquavaglio, Matteo Murenu, Mark Secci. Cinque nomi, cinque storie, un’isola. A Burgas rappresenteranno l’Italia ai massimi livelli mondiali. Ma rappresenteranno anche qualcosa di più difficile da quantificare: la prova che investire in una cultura del movimento — con serietà, metodo e una visione di lungo termine — produce risultati che si misurano in podi, sì, ma anche in qualità della vita, autonomia, inclusione.

La Comunità Mondiale della Longevità guarda a Burgas con orgoglio e con continuità. Perché ciò che quegli atleti faranno in pedana non finirà con il suono del gong finale: tornerà qui, si trasformerà in insegnamento, in protocollo, in cura. Il taijiquan, in Sardegna, non è mai solo sport. È un modo di stare nel mondo.


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I cinque rappresentanti sardi ai Mondiali di Burgas con al centro Giancarlo Manca


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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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