20 aprile 2026, Aula Magna “Giovanna Salaris” – Cagliari, Via Platone 3/3A
C’era qualcosa di prezioso nell’aria dell’Aula Magna “Giovanna Salaris” di IERFOP, questo pomeriggio a Cagliari. La voce di Antonio Are — pedagogo, cantore a tenore, intellettuale nuorese morto il 20 luglio 2019 a soli 53 anni — è tornata a risuonare attraverso le pagine di Su Testamentu De Sa ’Erbeghe, il suo libro postumo scritto in lingua sarda e presentato oggi alle ore 17.00 nella sede dell’Istituto Europeo di Ricerca, Formazione e Orientamento Professionale.
Un libro che è molto più di un testo letterario: è un atto di resistenza identitaria, un filo teso tra la tradizione orale sarda e la contemporaneità, un testamento — appunto — lasciato da chi sapeva che certe radici vanno custodite prima che si perdano.
Un intellettuale organico

“Un intellettuale organico”: così Roberto Pili, presidente di IERFOP, ha definito Antonio Are nel suo intervento. Una personalità capace di raccogliere i fili che molti stanno perdendo, quelli legati alla trasmissione orale, all’identità, alla lingua come casa comune di un popolo. Pili ha ricordato di aver divorato il libro, testimoniando con la semplicità diretta di chi legge davvero.
Bachisio Zolo ha parlato del programma “Altre Visioni” di IERFOP: un percorso di promozione culturale e artistica rivolto a persone con fragilità, attraverso cui l’Istituto valorizza le attività del territorio che spesso si svolgono in condizioni non semplici. La presentazione di oggi rientra pienamente in questa missione.

La serata ha ospitato interventi di rara intensità, pronunciati in pura lingua sarda da Giovanna Are, Nicolò Migheli e Andria Deplano — un omaggio linguistico al volume e al suo autore che ha commosso la sala. La coordinazione era affidata ad Antonangelo Liori.
Anche in Braille: l’inclusione come scelta editoriale
IERFOP ha pubblicato Su Testamentu De Sa ’Erbeghe anche in formato Braille, e la copia speciale è stata donata agli eredi di Antonio Are. Le letture in Braille sono state affidate a Giovanna Corraine, in un momento di grande carica simbolica: la lingua del corpo e la lingua dell’anima che si incontrano sulla pagina.
Antonio Are — laureato in Pedagogia all’Università di Sassari, socio fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Ormìnas, voce bassu del Cuncordu Bolothanesu “Tottoi Zobbe” — aveva dedicato la sua vita a tenere insieme musica, parola e identità mediterranea. Il libro ne raccoglie l’eredità.

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