Il ritorno del DNA ogliastrino: la Sardegna è a un passo da un traguardo storico

Una battaglia lunga dieci anni per riportare a casa il patrimonio genetico di una Blue Zone unica al mondo

Per capire la portata di ciò che sta accadendo oggi in Ogliastra bisogna tornare indietro nel tempo, alla radice di una vicenda tanto complessa quanto decisiva per il futuro della ricerca scientifica sulla longevità. Da quasi dieci anni, il DNA dei centenari ogliastrini — un tesoro biologico di valore mondiale, studiato per le sue straordinarie caratteristiche di resistenza alle malattie e longevità — è bloccato in un limbo proprietario e legale. Un patrimonio che, anziché essere disponibile agli studiosi sardi nel suo territorio naturale, si è trovato detenuto da una società privata, la Tiziana Life Sciences, con sede a Londra.

Oggi, finalmente, quella lunga parentesi sembra chiudersi: il DNA ogliastrino è pronto a tornare a casa.
E con esso potrebbe ripartire una delle ricerche sulla longevità più importanti di tutto il panorama europeo.


Le radici del caso: privacy, diritti dei donatori e un patrimonio conteso

La vicenda esplode ufficialmente nel 2016, quando oltre un centinaio di cittadini si rivolsero al Garante della Privacy denunciando irregolarità: mancata possibilità di revocare il consenso, assenza di procedure chiare sul cambio di titolarità dei dati, misure di sicurezza insufficienti nella biobanca.
Il Garante intervenne disponendo l’obbligo di raccogliere nuovamente i consensi e garantire pieno esercizio dei diritti personali.

Parallelamente, gli stessi campioni biologici — sangue, DNA, informazioni genetiche sensibili — entrarono nel vortice di un’asta fallimentare, come fossero beni materiali.
È qui che nasce la battaglia giudiziaria dell’Associazione per la Tutela dell’Identità Ogliastrina e della Barbagia di Seulo (IOBS), oggi affiancata dall’avvocato Lorenzo Marilotti e sostenuta da due figure centrali:
Flavio Cabitza, presidente dell’associazione, e Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità.

Marilotti sintetizza così il nodo principale:

“Siamo di fronte al primo caso in Europa in cui si chiede che il DNA torni ai suoi legittimi proprietari. Il sangue è dei donatori, non può essere trattato come un mobile da vendere all’asta.”

È il cuore della battaglia: riaffermare che il DNA non è un bene commerciale, ma un diritto identitario e personale.


Perché quel DNA è così importante? Lo dicono migliaia di anni di storia

La ricerca genetica ha messo in luce un dato affascinante e scientificamente rivoluzionario:
l’Ogliastra è una delle poche comunità al mondo con continuità genetica diretta dal popolo dei Nuraghi ai suoi abitanti attuali.

Uno studio internazionale, pubblicato su Molecular Biology and Evolution nel 2010, ha analizzato:

  • 106 denti appartenenti a 53 individui nuragici
  • provenienti da siti archeologici di Perdasdefogu, Seulo, Fluminimaggiore, Carbonia, Alghero e Santa Teresa di Gallura
  • confrontati con il DNA di 254 sardi contemporanei

Il risultato è straordinario:

  • il 56% del DNA nuragico è ancora presente nella popolazione ogliastrina, grazie a un isolamento geografico e riproduttivo durato millenni
  • in Gallura, esposta nei secoli a scambi e flussi migratori, la percentuale scende al 18%, come in una media popolazione europea

Questo significa che l’Ogliastra è un laboratorio genetico naturale, una finestra aperta sulla storia biologica della Sardegna e dell’Europa.

Ed è anche — come ricorda Cabitza — il cuore di una delle Blue Zone più longeve del pianeta:

“Qui gli uomini vivono più delle donne, capovolgendo uno schema mondiale. Qui si guida l’auto a 100 anni, si va a caccia, si vive in modo attivo. Questo non succede altrove.”


Gli “escapers”: i centenari che sfuggono a diabete, tumori e Alzheimer

Il DNA ogliastrino custodisce una peculiarità riconosciuta in tutto il mondo: un numero significativo di ultracentenari che non sviluppano le malattie croniche tipiche dell’invecchiamento.

Sono chiamati escapers, persone che raggiungono età estreme mantenendo lucidità cognitiva, funzionalità e qualità della vita.

Roberto Pili lo spiega con chiarezza:

“La disponibilità del DNA ogliastrino può riaccendere la ricerca mondiale sulla longevità. Durante gli anni del ‘fermo scientifico’ altri Paesi sono andati avanti, mentre noi eravamo fermi.”

Riprendere questi studi significa:

  • individuare biomarcatori della longevità
  • studiare molecole bioattive che rallentano l’invecchiamento
  • comprendere i meccanismi genetici della resilienza
  • sviluppare terapie innovative per malattie cardiovascolari, neurodegenerative e autoimmunitarie

Non è solo un interesse locale: è una questione che riguarda la medicina del futuro.


Il ritorno del DNA: perché oggi è davvero possibile

Il DNA, oggi, è custodito in massima sicurezza a Sassari.
Ma tutto indica che i tempi siano maturi per il ritorno a Perdasdefogu, nel Polo Scientifico PISQ inaugurato pochi mesi fa, uno dei centri tecnologicamente più avanzati della Sardegna.

È Cabitza a dirlo con forza:

“La battaglia iniziata dieci anni fa è arrivata al termine. Il DNA può tornare dove è stato prelevato, dove ha significato, dove potrà essere studiato nel modo corretto.”

Il 2026 è indicato come anno probabile del completamento del trasferimento.

A sostenere l’operazione non ci sono solo ricercatori e cittadini, ma anche le istituzioni:
l’intervento recente della Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde dimostra che la questione è finalmente arrivata al livello politico più alto.


Una nuova era: l’Ogliastra come “laboratorio vivo” europeo della longevità

Il ritorno del DNA non è un fine: è un inizio.

È già in corso un progetto ambizioso che mette l’Ogliastra al centro della ricerca internazionale:
“Cultures of Longevity: l’Ogliastra come laboratorio vivo di sostenibilità e benessere”, sviluppato in sinergia con il Polo Scientifico PISQ, la Comunità Mondiale della Longevità, l’Università Aristotele di Salonicco e l’isola greca di Icaria, un’altra Blue Zone.

L’obiettivo è trasformare:

  • genetica
  • ambiente
  • stili di vita
  • resilienza culturale

in strategie replicabili per migliorare la salute delle comunità europee.

Per la prima volta, i dati dell’Ogliastra e di Icaria verranno comparati sistematicamente.

Pili sottolinea:

Le Blue Zone non sono un mito turistico. Sono un modello scientifico europeo. E l’Ogliastra è tra le più pure che abbiamo.”


Una battaglia identitaria, etica e scientifica

Ciò che sta accadendo oggi non riguarda solo la Sardegna.

È una questione che tocca:

  • il diritto dei cittadini di controllare il proprio patrimonio genetico
  • l’etica della ricerca
  • il ruolo delle comunità nella gestione dei dati sensibili
  • la trasparenza nella biomedicina
  • il futuro della scienza della longevità

Per la prima volta, un gruppo di cittadini e istituzioni locali ottiene non solo tutela legale, ma riconoscimento del valore identitario del DNA come bene collettivo.

È, come lo definisce Cabitza, “una ferita trasformata in riscatto.”


2026: l’anno del ritorno

Se i tempi saranno rispettati, il DNA ogliastrino rientrerà nel suo luogo d’origine nel 2026, pronto per essere studiato nel PISQ e restituire alla comunità scientifica mondiale ciò che per anni è rimasto fermo.

La Sardegna, ancora una volta, potrà essere all’avanguardia nel campo della longevità, offrendo al mondo nuove conoscenze sul modo in cui genetica, ambiente e cultura possono contribuire a vivere più a lungo e meglio.

Il ritorno di quel DNA non è solo un traguardo scientifico:
è un atto di giustizia, identità e futuro.



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Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

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