Un anno dopo il Primo G7 sull’Inclusione e la Disabilità, tenutosi in Umbria e culminato con la firma della Carta di Solfagnano, il tema dell’inclusione torna al centro del dibattito nazionale. Oggi, Giovedì 16 ottobre, presso Solfagnano (Perugia), si tiene l’evento ufficiale per celebrare il primo anniversario della Carta, su invito della Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.
La Carta di Solfagnano rappresenta una pietra miliare nelle politiche per la disabilità: è il primo documento sottoscritto dai Paesi del G7 che riconosce l’inclusione come una questione di diritti umani e non più solo di assistenza o di welfare.
L’obiettivo è superare il modello medico-individuale della disabilità e abbracciare pienamente il modello sociale e partecipativo, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite.
“L’inclusione non può essere un proclama, ma un percorso concreto che si costruisce ogni giorno, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle comunità e nelle città,” ha dichiarato il Presidente di Ierfop Roberto Pili , presente a Solfignano, come gia’ un anno fa, alla vigilia dell’incontro.
“Un anno dopo la firma della Carta, la sfida è far sì che quelle parole diventino azioni tangibili e che i suoi principi diventino cultura condivisa. È questo il senso della nostra presenza a Solfagnano.”
Gli otto pilastri della Carta: la bussola per un futuro più equo
La Carta di Solfagnano, sottoscritta nel 2024 dai ministri del G7, definisce otto pilastri fondamentali per la promozione dell’equità, della dignità e dell’autonomia delle persone con disabilità:
- Inclusione come priorità politica permanente – assicurare che il tema sia stabilmente presente nelle agende di governo e nelle politiche pubbliche.
- Accesso e accessibilità – eliminare barriere fisiche, digitali e culturali, favorendo ambienti realmente aperti a tutti.
- Vita autonoma e indipendente – sostenere il progetto di vita individuale e la libertà di scelta delle persone con disabilità.
- Valorizzazione dei talenti e inclusione lavorativa – creare opportunità di occupazione che vadano oltre il pregiudizio e riconoscano competenze e aspirazioni.
- Promozione delle nuove tecnologie – utilizzare l’innovazione digitale e tecnologica per favorire l’autonomia e la partecipazione.
- Dimensioni sportive, ricreative e culturali – garantire la piena partecipazione alla vita sociale, culturale e artistica.
- Dignità della vita e servizi di comunità – rafforzare i servizi di prossimità e la rete sociale come elementi di coesione.
- Prevenzione e gestione delle emergenze – includere la prospettiva delle persone con disabilità nelle risposte a crisi, catastrofi e situazioni di emergenza.
Questi otto punti costituiscono una guida per le politiche pubbliche del futuro, ma anche una responsabilità collettiva che riguarda istituzioni, imprese, associazioni e cittadini.
In occasione dell’anniversario, IERFOP ha annunciato attraverso un Comunicato Stampa, la nascita dell’iniziativa “Dalla Carta alla Vita”, un percorso progettuale e comunicativo che punta a rendere concreti i principi della Carta attraverso azioni misurabili e diffuse su tutto il territorio nazionale.
La campagna, che sarà accompagnata da una serie di iniziative, servono per sensibilizzare l’opinione pubblica e i media sui valori dell’inclusione e della partecipazione, promuovendo storie e buone pratiche che uniscono innovazione, educazione e solidarietà.
Parallelamente, l’IERFOP lavorerà alla creazione di uno sportello all’interno dell’Osservatorio sulla Disabilita’, servizio gia’ esistente in Ierfop, in collaborazione con università, enti locali e associazioni, per monitorare i progressi e raccogliere dati concreti sull’attuazione degli otto pilastri della Carta.
L’impegno di IERFOP si lega alla sua lunga esperienza nel campo della formazione professionale, dell’inclusione sociale e del sostegno alle persone con disabilità visiva, ma si amplia ora a un concetto più vasto di cultura dell’inclusione e di longevità attiva.
In questa maniera s’intende promuovere la connessione tra inclusione e benessere lungo tutto l’arco della vita, evidenziando come l’accessibilità, la partecipazione e la prevenzione siano anche strumenti di salute e coesione sociale.
Un impegno che parte dai territori
Durante l’incontro di Solfagnano, Roberto Pili ha sottolineato come l’inclusione non debba restare confinata a un approccio istituzionale, ma debba trasformarsi in una prassi quotidiana, concreta e verificabile, radicata nei territori.
“Le comunità locali devono essere il cuore dell’inclusione,” afferma Pili.
“In Sardegna, come in Umbria e in tutta Italia, è necessario costruire una rete di esperienze e buone pratiche che partano dal basso e che uniscano enti pubblici, università, associazioni e cittadini. Solo così l’inclusione potrà diventare reale e duratura.”
L’anniversario della Carta di Solfagnano rappresenta dunque non solo un momento di celebrazione, ma un punto di ripartenza: un’occasione per riaffermare il valore politico e sociale dell’inclusione come fondamento di una società moderna, equa e longeva.
Nelle prossime settimane verrà pubblicato il programma dettagliato delle iniziative.
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