Comincia da qui il racconto del Cammino di Santiago percorso da dieci persone con disabilità visiva e dieci accompagnatori, partiti dalla Sardegna. La prima voce è quella di Alice e Simone, sorpresi insieme su un tratto di strada, in Galizia.
C’è un punto, lungo il Cammino, in cui si smette di contare i chilometri. Le gambe vanno da sole, il respiro trova il suo passo, e quello che resta è la voce di chi cammina accanto. È in uno di questi momenti che la telecamera ha sorpreso Alice Lisci, il viso ancora caldo di sole e di strada.
«Abbiamo la fortuna di avere dei ragazzi davvero splendidi, molto autonomi, che ci stanno accompagnando in un’avventura bellissima, emozionante — dice — e la stanno rendendo meno faticosa di quanto avessimo immaginato.» Poi sorride, e nel sorriso c’è tutto il viaggio: «Stanno condividendo tantissime esperienze, tantissimi racconti, e soprattutto tantissime risate, sorrisi, allegria.»
Quel giorno Alice aveva camminato per un tratto in compagnia di Simone. E qualcosa, lungo la strada, l’aveva commossa. Così ha fatto la cosa più semplice e più generosa: si è fatta da parte e ha lasciato la parola a lui.
Simone Murgia ha raccolto l’invito senza esitare. «Vi ringrazio per queste belle parole — ha detto —. Sono del parere che, se riusciamo a dare qualcosa a voi, sia solo grazie a quello che voi fate per noi.» Una frase semplice, che però ribalta l’idea stessa di questo viaggio. Perché qui nessuno accompagna e nessuno è accompagnato: «Non si tratta di accompagnare — ha aggiunto —, ma di scambiarsi. Credo che ognuno di noi porti qualcosa agli altri, doni qualcosa agli altri.»
Poi Simone ha preso a prestito un verso di un grande cantautore italiano, Renato Zero — il desiderio di donare i propri occhi a chi non vede — e l’ha dedicato a tutti, con il cuore. Sul Cammino di Santiago, dove gli occhi non sono il solo modo di guardare, quelle parole hanno smesso di essere una canzone e sono diventate una promessa.
«Ciao a tutti. Vai in cammino», ha chiuso. Due parole che, da queste parti, suonano come un augurio.
Tra Alice e Simone, in quel tratto di Galizia, non c’è stato chi dava e chi riceveva. C’è stato uno scambio: occhi, racconti, risate, fiducia. È questa, forse, la prima cosa che il Cammino insegna — che si arriva più lontano quando si cammina insieme.
Questa è solo la prima delle storie che il Cammino ci ha lasciato. Altre voci, altri volti, altri momenti vi aspettano. Iscrivetevi al sito per riceverle in tempo reale, mentre il racconto continua.
Il momento è documentato in uno dei video del Cammino: guarda il video.
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